Calderaio abruzzese

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Prezzo: 6.000,00
Disponibilità: in magazzino
Codice: 0036
Autore: Nicodemo Napoleone
Media voto: Non votato

Calderaio abruzzese  - Olio su tela cm. 80x100 - realizzato nell'ottobre del 2015.
Il dipinto qui riprodotto illustra uno dei mestieri più antichi e diffusi in tutto l'Occidente, quando, nelle case, per cucinare, si adoperavano quasi esclusivamente le pentole ed i paioli di rame. Oggi, il mestiere del ramaio o del calderaio è quasi del tutto scomparso; assorbito dalle industrie e sopraffatto dalla tecnologia. Le loro botteghe artigianali, buie, impolverate e fumose, che parecchi anni fa risuonavano, specialmente nei piccoli borghi, di sonore martellate dall'alba al tramonto, non esistono più. E, proprio come le botteghe dei fabbri e dei maniscalchi sono oggi malinconicamente introvabili. Quand'ero bambino, nell'immediato dopoguerra, il rubinetto dell'acqua, in casa non c'era ancora, nei piccoli centri d' Abruzzo; la gente adoperava la conca per andare a "cogliere" l'acqua nella fontana pubblica, tant'è che la conca era forse l'oggetto più prezioso e indispensabile, per ogni famiglia. Nelle case dei ricchi, la batteria delle pentole di rame, tirate sempre a lucido come l'oro, faceva bella mostra di sé nelle pareti della cucina, anzi, l'opulenza stessa della famiglia si arguiva proprio dalla quantità degli oggetti in rame che possedeva. Oggi non rimane che un ricordo di quel tempo e questo mio dipinto intende richiamare alla memoria proprio quei personaggi che, ricchi di mistero, erano orgogliosi di esercitare un mestiere antichissimo, nobile e affascinante.

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