La Sibilla Delfica

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La Sibilla Delfica - olio su tela cm. 70x100 - realizzato nel marzo del 2001.
Si può acquistare solo la stampa di questo dipinto, anche con la dedica dell'artista.
A Delfi, in Grecia, nel più celebre santuario dell'antichità, si venerava la Sibilla (o Pizia ) del dio Apollo, una giovane sacerdotessa dotata di virù profetiche, che quando cadeva in trance proferiva "oracoli", ossia dava responsi, a coloro che andavano a interrogarla. Nessuno sapeva, però, che nel luogo in cui era stato costruito il santuario, c'era una fenditura nel terreno dalla quale uscivano strani vapori (probabilmente idrocarburi: metano ed etilene), spacciati per veri e propri "soffi divinatori". La Sibilla, che spesso era una ragazza stupida e illetterata, veniva piazzata in prossimità di quella fenditura, su un alto trespolo, con le gambe divaricate. Questa sacerdotessa, dopo aver ricevuto il fumo del dio, cadeva in trance e mugugnava. In pratica, il vapore del dio, che scaturiva dalle profondità della terra, si insinuava nel sesso verginale della fanciulla la quale con i capelli scomposti e la schiuma alla bocca si agitava e "vaticinava" farfugliando parole indecifrabili. Al numeroso popolo dei fedeli si spiegava che il seme del dio Apollo attraversava la profetessa e veniva restituito dalla bocca come voce. La donna-profeta, diventava lo strumento portavoce dell'olimpio, il quale, tramite lei trasmetteva le sue volontà. In realtà, erano i furbi sacerdoti, avidi di denaro, che, di concerto, traducevano ogni incomprensibile mugugno in responsi scritti per gli interroganti. Questo dipinto metaforico intende sottolineare tutte le imposture, soprattutto quelle culturali. La storia dell'arte moderna è costellata di pagine oracolari e vaticini sensazionali. Non esiste un quadro astratto che non abbia spiegazioni eccellenti. Quasi tutti i critici e storici dell'arte contemporanea, anche le donne, sono tanti sacerdoti e sacerdotesse, assisi sui troni della sapienza, pronti ad allargare le gambe per far uscire dalla loro bocca il fiato pompato dal rovente seme del dio denaro.

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